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Le moto naked hanno fatto registrare un’enorme crescita in questi ultimi anni, dalla
classe 600 cc - come la splendida Hornet - sino a modelli ben più potenti, siglando
importanti incrementi nelle vendite.
Questo dato, oltre a evidenziare un cambiamento nei
gusti degli appassionati (oggi più orientati verso modelli naked che richiamano il senso “classico” del motociclismo),
spiega anche quanta importanza abbiano acquisito
parametri quali costi d’acquisto e di gestione (anche assicurativa) contenuti.
Un altro fattore importante nel successo delle naked è rappresentato dal numero
sempre maggiore di ragazze che si avvicinano al motociclismo. Non più soddisfatte di
stare a guardare o di accomodarsi sul sedile posteriore come zainetto,
molte donne negli ultimi anni hanno conseguito il “patentino” per
potersi concedere personalmente il piacere di un bel giro in moto.
Tuttavia, specie per le “non più giovanissime”, la scelta
del mezzo può conoscere delle limitazioni dovute alla
conformazione fisica, perché su molti modelli di media e grossa cilindrata è difficile poggiare entrambi i piedi (o addirittura uno solo) a terra,
soprattutto se non si dispone ancora di tanta esperienza.




Il design della NC700S è caratterizzato da linee volutamente semplici, per piacere ad una fascia di clientela il più vasta possibile, ma sicuramente destinate a un pubblico giovane che si avvicina per la prima volta a una media cilindrata.
Il motore della NC700S è il nuovo bicilindrico in linea con distribuzione monoalbero in testa da 670 cc raffreddato a liquido. Si tratta di un motore a corsa lunga, con misure di 73,0 x 80,0 mm, che sono indicative di un propulsore dalla coppia elevata, ma non certo corsaiolo. La fasatura del manovellismo è a 270° e la potenza massima erogata è di 35 kW (47,6 CV) a 6.250 giri/min, con un picco di coppia pari a 60 Nm a 4.750 giri/min.
L’alimentazione è a singolo corpo farfallato e la testata ha la particolarità di avere i condotti di scarico che confluiscono in una sola uscita, in modo da semplificare al massimo la costruzione. La pompa dell’acqua prende il moto dall'albero a camme, mentre il contralbero antivibrazioni aziona anche la pompa dell'olio del circuito di lubrificazione.
Particolare attenzione è stata rivolta ai consumi e alle emissioni inquinanti: la moto è in grado, stando a quanto dichiarato da Honda, di percorrere 27,9 km/l, e di emettere gas particolarmente puliti, grazie al catalizzatore ad alta efficienza ubicato molto vicino al motore, in modo che raggiunga la temperatura operativa con maggiore rapidità dopo gli avviamenti a freddo.

Oggi la famiglia Brutale si allarga introducendo una moto completamente inedita pronta a diventare il nuovo riferimento del segmento di media cilindrata.
Nasce Brutale 675, una moto che ricalca gli stilemi di successo della sorella maggiore rispecchiandone la forte identità e performance, ma aprendo il mercato a nuovi clienti.
MV Agusta Brutale 675 ha un motore rivoluzionario e le soluzioni tecniche più avanzate del segmento. Il nuovissimo tre cilindri in linea, derivato direttamente da quello della F3, ottiene il record di compattezza e vanta soluzioni tecniche uniche come l’albero motore controrotante, soluzione utilizzata fino a oggi solo in MotoGP e l’evoluta gestione elettronica con sistema MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System), un sistema Full Ride by Wire multimappa integrato al controllo di trazione. La potenza (115 cv a 12.500 giri) si accompagna a un’erogazione formidabile a tutti i regimi e a una coppia degna di una maxi.
L’inedito motore tre cilindri in linea da 675 cc, che ha fatto il suo debutto sulla sportivissima F3, trova collocazione ideale anche sulla Brutale 675 dopo aver ricevuto alcune modifiche che lo rendono perfetto per l’utilizzo stradale e sportivo che ogni naked MV Agusta richiede.
Un motore incredibilmente stretto, ma anche corto come mai nessun altro in questa categoria grazie a una disposizione degli organi interni del tutto particolare. Con un alesaggio da ben 79 mm e una corsa di soli 45,9 mm, il tre cilindri MV Agusta è un propulsore fortemente superquadro capace di raggiungere regimi elevatissimi.
Sulla Brutale 675 il picco di potenza è di 115 cv a 12.500 giri, la coppia è di 71 Nm a 10.600 giri, ma molto più importante è la curva di erogazione che “spalma” la potenza e la coppia lungo un arco di giri estremamente ampio, assicurando non solo prestazioni da sportiva pura, ma anche facilità di utilizzo ed efficacia nella guida di ogni giorno. Con la F3, la Brutale 675 condivide l’albero motore controrotante, soluzione utilizzata fino ad oggi solo in MotoGP, che contribuisce a raggiungere il miglior bilanciamento dinamico possibile, aumentando anche la maneggevolezza della moto.
Dimensioni e peso al minimo e prestazioni al top della categoria sono le caratteristiche che rendono unico il motore della nuova MV Agusta Brutale 675, destinato a diventare una pietra miliare tra i propulsori grazie a soluzioni tecniche radicali come il basamento di tipo “closed deck” fuso in conchiglia con canne integrali o il sistema MVICS. Caratteristica peculiare è anche quella di avere i circuiti acqua e olio integrati: il gruppo pompe (acqua e olio) è posto interamente all’interno del motore e anche i condotti passano tutti all’interno contribuendo alla grande pulizia estetica, fondamentale su una naked, del tre cilindri italiano più potente di sempre.



Suzuki gsr 750. La Casa di Hamamatsu ha deciso di scendere nell’arena delle moto naked con cilindrata compresa tra 750 e 800, che si è affollato viepiù in questi ultimi anni di crisi del settore. La nuova Suzuki GSR750, che si affianca alla GSR600, dovrà confrontarsi con la regina del segmento
Inedita in tutti i particolari compreso il telaio doppio trave, che riprede il cocetto monotrave nella parte anteriore con il serbatoio che abbraccia la struttura che corre più stretta. delle bretelle infulcrano il motore all’altezza del gruppo termico con un risultato estetico non propriamente raffinato.La semplicità del forcellone bibraccio classico si unisce alla tecnologia derivata dalle moto più sportive, diventando lungo per avere maggior trazione. Il telaietto posteriore non è avvitato ma saldato al resto della struttura portante.

Il motore, come facile immaginare, è un 4-in-linea di derivazione GSX-R, compatto e performante, rivisto ovviamente nei valori di potenza e coppia per garantire una maggiore efficienza su strada.

E' una muscle bike con 162 CV di potenza massima dichiarata e 127,5 Nm di coppia (13 kgm), erogati dal motore Testastretta 11°. Il propulsore è stato aggiornato nei condotti di aspirazione e di scarico e ha una nuova curva di erogazione, studiata per essere lineare, ma anche offrire tanta coppia ai bassi regimi. La Ducati Diavel ha l’acceleratore elettronico di tipo ride by wire.
162CV a regime di massima potenza, 127Nm a regime di coppia massima, 210kg a secco.



Dopo il successo della GSR 600, la Suzuki ha svelato all’Intermot 2010 la nuova naked GSR 750, equipaggiata con un motore che deriva dalla media GSX-R 750. I dati dichiarati sono 120 CV e 190 Kg di peso, per una nuda dallo stile molto aggressivo. Di grande impatto il fanale anteriore che si prolunga per quasi tutta la linea del cupolino che include le luci di posizione ai lati, oppure il codone con luce a LED. Il serbatoio è slanciato verso l’alto, ed insieme a fiancatine minimaliste, donano dinamismo alla moto.

Il propulsore è nero, così come il telaio, mentre lo scarico ha dimensioni un po’ abbondanti. I colori sono bianco, rosso e nero. Mentre per quanto riguarda la ciclistica la forcella è a steli rovesciati, con regolazione del precarico molla e poco più sopra, la strumentazione si fa più aggressiva rispetto a prima, con un contagiri analogico con zona rossa a 11.500 giri/min sulla sinistra, ed uno schermo digitale a destra che include tutte le informazioni.




Sarà disponibile nella versione naked, come si vede dalla foto sarà chiaramente ispirata dalla FZ1000, di cui mantiene i tratti distintivi, ma presto si comincerà anche a parlare della Fazer8, con cupolino e protezione aerodinamica.
Il motore è presumibilmente quello della sorella maggiore, ridotto di cilindrata e potenza, così come la ciclistica sembra essere molto simile alla FZ1000, per quanto anche questa sarà stata resa compatibile col motore da 800 cc.
Telaio, motore e marmitta neri creano un bellissimo contrasto con la doratura dei cerchi e della forcella, oltre che con il blue del serbatoio e delle plastiche, ma è lecito pensare che la gamma colori preveda anche altre interessanti cromie, ancora non dichiarate dalla casa.

La VFR è particolarmente innovativa a incominciare dalla sua stessa carrozzeria. L’intera struttura si sviluppa su due livelli, il che porta l’incanalamento dell’aria ad un livello superiore, aiutando sia le prestazioni, sia la maneggevolezza e la stabilità della moto. La maggior velocità del flusso, poi, incrementa anche le performance del sistema di raffreddamento del motore, oltre ad allontanare l’aria calda dalla zona del pilota e del passeggero. Un’innovazione sicuramente apprezzabile d’estate, anche se d’inverno forse un po’ d’aria calda non avrebbe guastato.
Il motore della VFR 1200 F è un V4 che produce una potenza di 170 CV e una coppia massima di 129 Nm, sicuramente sufficienti per garantire un bel po’ di divertimento. Il telaio a diamante a doppia trave in alluminio garantisce una discreta leggerezza unita ad un’apprezzabile rigidità, garantendo ancora più manovrabilità



L'obiettivo di questa moto è evidente, vuole porsi come un mezzo semplice (e pure economico, cosa che in questo periodo non guasta) destinato a chi si avvicina o riavvicina alle due ruote ma anche a chi ha bisogno di una moto bassa, leggera e facile da portare, come persone di statura più bassa o magari donne. E', quindi, tenendo presente la sua finalità che ci siamo approcciati alla Yamaha XJ6 che si è dimostrata un ottimo prodotto dove risulta difficile trovare dei difetti concreti. Certo, alcuni dettagli avrebbero meritato maggiore cura ma considerato il prezzo di listino (a cui vanno aggiunti contributi dello Stato ed eventuali sconti delle concessionarie) non ci si può lamentare di niente e, comunque, la cura complessiva è evidente e merita un plauso.



La nuova naked è l'esempio lampante del nuovo corso stilistico Kawasaki, fatto di spigoli vivi e linee taglienti.
La cilindrata cresce a 1043 cc, i CV toccano quota 138, il telaio è completamente nuovo ed è un doppio trave in alluminio, tre chili più leggero del vecchio regimi.

la supersportiva Suzuki GSX-R 1000 in arrivo il prossimo anno. Probabilmente resteranno delusi tutti coloro che si aspettavano grandi cambiamenti o lifting sostanziali: rispetto alla K9, infatti, sono state introdotte soltanto nuove colorazioni. Una scelta che appare quasi ovvia e in linea con le strategie Suzuki, che in un momento non particolarmente roseo per il mercato internazionale ha pensato di andare cauta con le modifiche. La moto resta quindi sostanzialmente identica alla K9, la stessa K9 riprogettata interamente lo scorso anno.


Per il 2010 la nuda di Noale si evolve ulteriormente, lasciando però invariate le eccellenti soluzioni tecniche che abbiamo avuto occasione di testare, come il Ride By Wire di ultima generazione multimappa.
Il motore è il noto V90 con quattro valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido. Grazie alle sue peculiarità tecniche il bicilindrico Aprilia riesce a coniugare una potenza specifica molto elevata con la massima fruibilità, dotato di coppia sempre generosa e disponibile su un ampio ampio di giri. L'erogazione è piena e la potenza al top della categoria. Non poteva mancare la tecnologia Ride by Wire, multimappa che adesso sfrutta anche le esperienze racing della superbike RSV4. Grazie al semplice tocco del comando di avviamento, il pilota può selezionare una delle 3 mappe, cambiando radicalmente il carattere della moto. Tre le diverse possibilità: Sport, Touring e Rain. Il V90 Aprilia riesce a ottenere valori di potenza decisamente elevati: potenza massima di 95 cv a 9.000 giri e coppia massima di 81 Nm a 7.000 giri.



la Streetfighter offre un'eccezionale combinazione tra la più evoluta tecnologia racing e la massima espressione di stile e design: un risultato strabiliante che proietta questa Ducati del concetto gnaked al vertice della categoria fighter.
Grazie all'incredibile potenza di 155 CV, erogati dal bicilindrico ad L Ducati testa stretta, e alla eccezionale leggerezza, la nuova Ducati Streetfighter si presenta con le caratteristiche vincenti del combattente: pronta al confronto su qualsiasi terreno e in grado di giocare un ruolo di assoluto riferimento.


Yamaha nel 2009 si presenta ancor più ricca con l’arrivo dell’agile e dinamica XJ6. La neonata rappresenta una inedita, per Yamaha, interpretazione della moto di media cilindrata è una delle naked più accattivanti e ricche di contenuti. A partire dal quadricilindrico, messo a punto per erogare una coppia corposa ai regimi bassi e medi, per una guida sempre divertente.
Leggera, agile e moderna, con una sella dall’altezza ridotta, è la scelta ideale per chi si avvicina alla scoperta delle naked. Progettata per essere maneggevole e facile da guidare, ha una ciclistica e un design contemporanei, che la rendono decisamente performante e attraente.

Quella che dovrebbe essere la terza generazione della SV650 in realtà stravolge le linee a cui eravamo abituati e ci lascia piacevolmente stupiti. Un look modaiolo, grintoso ma che è allo stesso tempo alla portata di tutti. Sì perchè questa moto, visto il prezzo non eccessivo, può essere la prima scelta sicura del neofita che si avvicina alle due-ruote. Risulta ideale anche per le ragazze, dal momento che l'altezza da terra è di soli 785mm, e questo vuol dire poter posare entrambi i piedi in tutta sicurezza.
Il motore è sostanzialmente quello della SV650. Un bicilindrico a V di 90° famoso per la sua affidabilità, potenza e silenziosità. Le novità stanno nelle candele all'iridio, che garantiscono una migliore combustione e una scintilla più calda. Il nuovo albero a camme e la corrispondente valvola rialzata offrono qualche cavallo in più. Siamo sicuri che la già alta qualità delle componenti e del motore rappresentino una garanzia anche per questo nuovo modello.
Il motore è inserito in un telaio a traliccio in acciaio. Anche la forcella anteriore è in acciaio, e a questo è dovuto un maggior peso rispetto alle versioni precedenti: 202 Kg. Completano la moto cerchi da 17 a cinque razze con freni pinzati a doppio pistoncino davanti e singolo al posteriore. C'è anche la possibilità di installare l'Abs.
Le possibili colorazioni disponibili sono 4: blu e bianco, rosso magenta e bianco, nero e verde e un più tradizionale nero. Una moto che insiste quindi su originalità e innovazione per quanto riguarda l'estetica, ma che rimane una certezza per l'aspetto del motore. Inserita in un contesto così agguerrito, quello delle naked più economiche che vede Kawasaki e Yamaha contendersi gli acquirenti, siamo certi che la nuova Gladius verrà proposta a un prezzo piuttosto basso, circa 6.000 Euro.





l’incontro tra moto è scooter è il tema del nuovo mercato motoristico,
Honda ha presentato il modello DN-01
che andrà in produzione per la stagione 2008.
Si tratta solamente di uno "scooterone" con i cerchi da moto, niente di più.


La prima vera moto automatica prodotta in grande serie è finalmente una realtà. L’Aprilia 850 Mana, già vista allo scorso Salone di Milano, è stata ufficialmente presentata nella sua forma definitiva. Equipaggiata con un motore bicilindrico a V di 90° da 839 cc (con messa a punto e trasmissione diverse da quelle del Gilera GP 800), racchiude concetti innovativi, mai visti prima su una moto. Per prima cosa ha il variatore e quindi è possibile guidarla come un vero scooter, semplicemente accelerando senza preoccuparsi di cambiare marcia. Ma questo variatore è controllato da un motorino elettrico che modifica la posizione reciproca delle due semi-pulegge motrici per creare diverse rampe di apertura e quindi una diversa progressione del motore. In pratica si possono impostare tre modi di funzionamento automatici: Touring (marcia normale), Sport (rapporti accorciati per la massima accelerazione) e Rain (per le condizioni di scarsa aderenza). Agendo su un pulsante al manubrio è poi possibile anche passare alla funzione sequenziale che permette di cambiare rapporto come su una moto, utilizzando il classico pedale o i pulsanti “+” e “-“ al manubrio, ovviamente senza frizione. La leva sinistra manca del tutto, perché il freno dietro è stato mantenuto a pedale. L’architettura del motore, con la scatola filtro disposta sul lato sinistro e la collocazione del serbatoio da 16 litri nel codino ha consentito, inoltre, di ricavare un grande vano anteriore, al posto del classico serbatoio: nel vano, dotato di presa a 12 V e luce di cortesia, c’è spazio a disposizione per un casco integrale, oltre agli attrezzi. Dinamicamente si apprezza la grande facilità di guida data dall’ottimo funzionamento della trasmissione automatica, anche nel traffico più congestionato. Il basso baricentro, inoltre, regala una notevole maneggevolezza, nonostante i kg non siano pochissimi (circa una quindicina in più rispetto a una naked come la Shiver).


Muscolosa naked Streetfighter
Non si chiama Hornet 1000, bensì CB1000R, ma la sostanza è la stessa: la naked di grande cilindrata di casa Honda è bella, muscolosa e sportiva.
Grandi prestazioni nel più puro stile naked, accelerazioni mozzafiato, guida particolarmente reattiva ed autentiche emozioni ogni volta che si apre il gas. La nuova CB1000R regala tutte le grandi prestazioni tipiche una Super Sport di grossa cilindrata in una configurazione compatta, spoglia e… muscolare, che ricorda i bei tempi andati (ed oggi tornati !) esaltandone la gioia di guidare, l'ideale quando si attraversa la città in cerca di divertimento ed emozioni.





kawasaki er-6f
non brilla certo per bellezza,
ma offre confort e la sella bassa
la rende una tourer per chiunque



suzuki gs500
la gs 500 è una perfetta prima moto,
perfetta per facilità di guida, costi di manutenzione,
motore dolce e parco, prezzo basso.




honda cbf 500
ottima prima moto,
motore brillante,peso e maneggevolezza da scooter.



cagiva raptor 650i.e.
monta il motore della suzuki sv650,ma con
un tiro ai bassi migliorato,
ne misto è facile e molto precisa,
l'unica alternativa
all'obsoleta monster

Dopo la 1000, quella che ha scalzato dal trono la Ducati Monster 900, ecco a voi la Raptor Decaffeinata, la Raptor Light, la Raptor 650.
Idea abbastanza prevedibile: visto che già il motore della Suzuki TL 1000 aveva trovato ottima collocazione nello splendido telaio Cagiva, perché non provare con il propulsore della SV 650, magari rivisto un attimino?

Detto e fatto, è nata la pretendente al titolo di migliore naked di media cilindrata. Esteticamente ci si deve mettere d'impegno per riconoscerla rispetto alla sorella maggiore: gomma posteriore più stretta, motore meno vistoso e scarichi inediti sono infatti gli unici indizi che si hanno. Il resto è rigorosamente Raptor, con tutti i pro edel caso.
È ancor più divertente della Sv 650, più maneggevole grazie al baricentro sotto terra, più stabile alle alte andature grazie al telaio superbo e sovradimensionato ed alle sospensioni irrigidite rispetto a quelle della 1000. È stabilissima nei tratti veloci, veramente eccezionale, supportata da un motore molto esuberante, dotato di un allungo insospettabile (da far sghignazzare pensando a quello delle Monster 750), ma con una curva di coppia molto poco omogenea, che costringe a rimanere sui 7500 giri se ci si vuole divertire davvero.
Ottimo il cambio, corto e facilmente azionabile, che istiga a spingere anche quando si pensava ad una scampagnata gustandosi il piacere dell'affrontare i curvoni entrandoci sottocoppia e venendone fuori in progressione. Addirittura esagerati i freni, con tubi in treccia in stile aeronautico, che spiccano tra quelli delle altre moto della medesima categoria.


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