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le mie moto


la mia attuale compagna :

suzuki GSR 750



La Suzuki GSR750 prende il posto della GSR600 nei listini della casa di Hamamatsu, e traccia un solco con la sorella minore che va oltre l'aumento di cilindrata. Prima di tutto colpisce il design, sembra direttamente scolpito nella roccia, sfaccettato, grezzo e poco levigato, verrebbe quasi da dire rude, ma non per questo poco ricercato.

Manubrio largo, ma non troppo, pedane alte il giusto e arretrate quanto basta per spingere e guidare in maniera aggressiva, ma senza pregiudicare il comfort nella guida rilassata, e busto che carica l’avantreno senza per questo pesare troppo sui palmi delle mani.

L’assetto standard è più votato alla guida sportiva che non al comfort di viaggio, la risposta delle sospensioni è secca e poco propensa a filtrare le sconnessioni.

La GSR 750 va un gran bene! Non un tentennamento, neanche un’ombra nelle risposte della ciclistica. Rapida in inserimento, precisa a centro curva, su un binario in uscita, anche sotto la notevole spinta del motore. Copia e incolla anche sul veloce. Certo la spinta dell’aria oltrepassati (di un bel tot…) i 130 km/h inizia a diventare fastidiosa e faticosa, ma la stabilità non viene mai meno.
Percorrendo alcuni tratti di strada con asfalto rovinato, si percepisce la scarsa capacità filtrante delle sospensioni, in particolare è il mono a soffrire, ma la GSR tiene la linea senza problemi evidenti. In ogni frangente emerge la facilità di guida e l’impegno richiesto al “pilota” è davvero minimo. Eccellente il comportamento dei pneumatici di primo equipaggiamento, le oramai conosciutissime Bridgestone Battlax BT016,

la altre mie moto avute in passato :
suzuki gsr 600


Una naked seicento con tanta coppia anche ai medi regimi, per muoversi con disinvoltura nel traffico di tutti i giorni e fuggire dalla città nei fine settimana.

Il fenomeno delle naked quadricilindriche, moto facili e divertenti da utilizzare tutti i giorni e nei week-end, è in continua crescita. Da diversi anni ci si chiede come mai mancasse all’appello una proposta da parte della Suzuki.
E’ pur vero che la Casa di Hamamatsu era presente in questo segmento con la gloriosa Bandit 600 (oggi 650), ma nel corso delle stagioni il progetto è 'invecchiato' e oggi non è più in grado di reggere la sfida con la Honda Hornet, la Yamaha FZ6 e la Kawasaki Z 750


cagiva Raptor 650



Forte di uno stile aggressivo, figlio del solito buon gusto italiano, Cagiva Raptor si affaccia sul mercato delle naked di media cilindrata ricca di soluzioni tecniche uniche nel suo segmento ed un prezzo di listino "da urlo": 5.590 euro, iva compresa. No, non stiamo scherzando...e se non ci credete potete pure consultare il sito raptor.cagiva.it

Un prezzo da "da scooter", dunque, frutto di una particolare promozione Cagiva che sta interessando questo modello, che sotto le vesti di una perfetta rappresentante del tricolore, nasconde l'assoluta affidabilità del suo cuore nipponico ( Suzuki SV 650).

Potente e lineare, questo propulsore che equipaggia le medie della famiglia Raptor (ricordiamo che in listino sono presenti anche la 125 e la 1000) rappresenta indubbiamente una delle migliori unità bicilindriche V90 presenti sul mercato.

la posizione di guida caricara sui polsi e la schiena inclinata in avanti con le gambe rannicchiate non permettono viaggi lunghi e confortevoli, motivo per cui sono passato alla ben più comoda Suzuki GSR 600





suzuki GS 500

sarà per la crisi economica o per la voglia generalizzata di moto, le bicilindriche di piccola cilindrata sono state recentemente oggetto di piccole e grandi rivisitazioni e trovano spesso posto sulle pagine pubblicitarie delle riviste di settore. Certo non affascinano per linea e prestazioni ma dalla loro hanno numerosi vantaggi, a cominciare dal prezzo per finire con la versatilità e la grande facilità di utilizzo che le rende adatte a chiunque.
Uno dei particolari più affascinanti della nostra Suzuki è indubbiamente il telaio a doppia (ma sembra tanto un doppio trave laterale) in acciaio che orgogliosamente incornicia il motore.

Il due cilindri in linea frontemarcia raffreddato ad aria è evidentemente tutt’altro che all’avanguardia sotto l’aspetto tecnico, ma ci è parso sufficientemente in forma per far divertire su una moto di questo tipo. Idem dicasi per le sospensioni: bene il monoammortizzatore posteriore, rigido al punto giusto, meno soddisfacente la forcella, tarata un po’ troppo morbida, soprattutto se si ha la pretesa di portare la moto al limite. D’altro canto, per quanto l’aspetto sia grintoso e accattivante, è bene ricordare che la GS500 non è una vera sportiva, e non solo perché non eroga una cavalleria da armata persiana, ma anche perché molti elementi che la caratterizzano non sono adatti alla guida aggressiva.




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